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“La nostra Europa… non è la loro”

Il libro è disponibile, gratuitamente, in PDF: il volume ripercorre il lavoro e i temi portati avanti, assieme al Gruppo S&D, per contrastare la crisi tramite la regolamentazione finanziaria e raccoglie gli articoli, gli interventi e l’attività svolta da Leonardo Domenici nel corso della VII legislatura.

Luci e ombre sulla regolamentazione

Questa è l’ultima sessione plenaria di questa legislatura a Strasburgo; cari colleghi e signor commissario, credo sia giusto fare un bilancio generale sulla regolamentazione bancaria e finanziaria che noi abbiamo cercato di porre in atto. Possiamo dirci soddisfatti? Sì e no. Ci sono luci, che sono state messe in evidenza molto bene dai colleghi, ma anche alcune ombre. È positiva la vigilanza, è positivo il lavoro svolto dai relatori sulla risoluzione delle crisi, sulle garanzie dei depositi, il tentativo in generale di difendere i cittadini contribuenti.

Ma i tempi sono spesso troppo lunghi per decidere e per applicare le norme e mi dispiace che non siamo riusciti in questa legislatura a portare a compimento anche il progetto di separazione fra banche di investimento e banche commerciali. Dovrà essere uno dei  principali obiettivi della prossima legislatura. Credo che dobbiamo limitare ancora di più la tendenza delle banche ad essere gigantesche, la tendenza delle banche a indebitarsi. Abbiamo bisogno di una governance bancaria più efficace per controllare ciò che fanno i vertici delle banche. Dobbiamo distinguere meglio tra grandi banche piccole banche soprattutto cooperative, radicate sul territorio. L’obiettivo principale della regolamentazione deve essere quello di garantire sicurezza e solidità del sistema finanziario nel pubblico interesse come diceva bene Benjamin Franklin: “An ounce of prevention is better than a pound of cure.”

Intervento in ECON

L’intervento del 7 aprile in Commissione Affari Economici e Monetari nell’incontro con il vicepresidente BCE Victor Constancio.

Leonardo Domenici (PD):La mia domanda riguarda la conclusione della riunione dello scorso Consiglio che si è tenuto il 3 di aprile. Le chiedo: dopo il 3 di aprile, abbiamo già qualche novità sulla questione relativa all’approfondimento del tema quantitative easing? Lei ha ripetuto, anche qui oggi, della possibilità di fare ricorso a unconventional instruments di fronte al basso livello d’inflazione.
Io le chiedo: che cosa aspetta la Bce per poter eventualmente dare il via a questi
unconventional instruments? Aspetta un nuovo segnale dalla situazione generale di analisi dell’andamento del ciclo economico?
Attende un approfondimento degli studi per vedere quale tipo di quantitative easing potrebbe essere adottato? Per esempio, si parla molto degli
asset backed securities e, più di una volta, anche il presidente Draghi, nella conferenza stampa ha parlato del need to develop an ABS market.
Quindi io le chiedo se, prima di procedere nella direzione degli ABS, bisogna quindi prima attendere che si sviluppi questo mercato degli ABS. Naturalmente tutto questo implica una tempistica piuttosto lunga, perché se tutti questi aspetti devono andare al loro posto, avremo un periodo di tempo piuttosto lungo. Io le chiedo se può fare una previsione o almeno un’ipotesi da questo punto di vista. Infine una questione più generale: il presidente Draghi ha più di una volta sottolineato, giustamente a mio parere, che è molto importante la sequenza e il coordinamento delle politiche. Io non credo che la politica monetaria da sola sia sufficiente, anche se è, secondo me, è una condizione necessaria. Allora, a questo punto, le dico semplicemente: la Bce ricorda ai governi la necessità di rispettare questa sequenza e questo coordinamento? E i governi come reagiscono di fronte ad una situazione in cui la politica per la crescita è ancora molto debole sul piano delle scelte nazionali?
Grazie.”

Vítor Constâncio: “Per la prima domanda inizio ricordando che il nostro obiettivo per l’inflazione è un obiettivo di medio termine. Non è un obiettivo per il mese prossimo, per il prossimo trimestre neanche per un anno. E’ un obiettivo di medio termine. Abbiamo pubblicato delle stime un mese fa, dove abbiamo avuto uno scenario base che indicava che l’inflazione, per quanto iniziando dal livello basso nel quale ci troviamo adesso, aumenterebbe gradualmente fino al 2016. Per la fine del 2016, sulla base di questo scenario, si potrebbe trovare un livello di 1,7%, dunque più vicino al 2%. Queste stime sono d’input per la decisione del Consiglio direttivo e noi le consideriamo rilevanti e pertinenti per la discussione che abbiamo avuto in marzo nella quale abbiamo deciso di non fare niente per marzo, perché quello che conta è il medio termine. Tutti erano stupiti, anche noi, dalle cifre molto basse per l’inflazione che sono state pubblicate recentemente per marzo dello 0,5%. Ci sono vari elementi che rendono difficile interpretare davvero cosa significhi questa cifra: ci sono gli effetti del fatto che, per esempio, Pasqua cada sempre un giorno diverso anno dopo anno; l’avrete letto questo. Ci sono altri fattori e, come diceva lei, noi dovremo vedere cosa succederà all’inflazione ad aprile. E’ possibile che vedremo un aumento dell’inflazione, ma ho detto che non sono le cifre mensili ad interessarci. Noi dovremo vedere ancora una volta se lo scenario di marzo è cambiato e in che misura. Per esempio, in quella ipotesi, il tasso d’inflazione per tutto il 2014 era dell’1%, adesso con questo 0,5% vedremo. Dunque dovremo esaminare tutto con attenzione. Attualmente ci troviamo in una situazione che, come tutti capiscono, è una situazione di grave preoccupazione a causa del fatto che un’inflazione bassissima ha i suoi effetti potenzialmente negativi, in particolare in una situazione nella quale c’è un debito importante di molti agenti pubblici e privati. Proprio perché così bassa, qualsiasi shock potrebbe portare l’inflazione in territorio negativo come già è il caso in alcuni stati membri e, come tutti noi sappiamo, si potrebbe sviluppare una situazione di inflazione negativa che sarebbe una cosa molta seria. Dovremo affrontare questo problema e l’affronteremo. La politica monetaria, in una situazione dopo la crisi finanziaria, dopo la recessione di bilancio, perde di efficienza e non è efficiente come in altre situazioni. Per questo vari paesi hanno dovuto prendere misure straordinarie, come quella che abbiamo dovuto prendere noi con l’LTRO: sono cose straordinarie che non devono essere decise a cuor leggero e non dovrebbero essere decise a cuor leggero. Dunque stiamo esaminando il problema e vediamo se davvero è cambiato lo scenario sul medio termine, se davvero dovremo fare qualcosa che possa essere adeguato ad un compito di questo tipo. Come ho detto prima, è stato molto importante che il Consiglio della Bce fosse in grado di trovare l’unanimità nell’accettare l’idea che anche politiche non convenzionali di ogni tipo, compatibili con il nostro mandato, verranno utilizzate per affrontare questo problema.