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Archivio Tag: scudo fiscale

lunedì 26 ottobre 2009
Compatibilità dello «scudo fiscale» italiano con la direttiva europea «antiriciclaggio»

Lo «scudo fiscale» recentemente approvato dall’Italia (decreto legge n. 103/2009 che contiene disposizioni correttive del decreto legge n. 78/2009(1)) prevede, all’articolo 13 bis, comma 3, del decreto legge n. 78/2009, che al rimpatrio e alla regolarizzazione delle attività finanziare o patrimoniali detenute illegittimamente fuori dal territorio dello Stato, per i quali si determinano gli effetti di esclusione della punibilità penale, non si applichi l’obbligo di segnalazione, da parte degli intermediari finanziari, delle operazioni sospette.

La direttiva europea 2005/60/CE(2) relativa alla «prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo» impone invece tassativamente agli Stati membri di vietare il riciclaggio di proventi da attività criminose e il finanziamento del terrorismo e dispone in modo chiaro agli articoli 20 e successivi che «gli Stati membri impongono» alle persone soggette alla direttiva di effettuare la segnalazione delle operazioni sospette alla Uif (Unità di informazione finanziaria).

Non ritiene la Commissione che quanto indicato nella normativa italiana sia in contraddizione con il contenuto della direttiva 2005/60/CE?

Qualora fosse riconosciuta tale incompatibilità, quali misure intende adottare al riguardo?

(1) Il decreto legge n. 103/2009 è stato convertito in legge dal Parlamento l’1o ottobre 2009. Invece, il decreto legge n. 78/2009 è stato convertito con la legge n. 102 del 3 agosto 2009
(2) GU L 309 del 25.11.2005, pag. 15.

| Interrogazione E-5220/09


martedì 6 ottobre 2009
Buona governance e lo scudo fiscale

Laszlo Kovacs

Nel corso dell’odierna riunione della Commissione Affari economici e monetari il Commissario alla fiscalità László Kovács ha affrontato, tra gli altri, il tema della buona governance in materia fiscale che costituisce l’oggetto di una recente comunicazione della Commissione europea.
A tal proposito l’On. Leonardo Domenici, relatore per il Parlamento europeo, ha affermato: “E´necessario un chiaro indirizzo dell’Unione Europea su questa materia tanto sul terreno interno (tassazione del risparmio, recupero di crediti, cooperazione amministrativa) che su quello internazionale con l’auspicio che l’Unione possa arrivare a parlare ai Paesi terzi con una voce sola“.

Sempre nel corso della medesima riunione alla domanda sulla pratica di taluni governi di ricorrere a forme di amnistia o sanatorie fiscali per fare rientrare i capitali dall’estero come il recente “scudo fiscale” italiano, il Commissario László Kovács ha affermato che tale materia non rientra nelle competenze dell’Unione europea. Tuttavia il Commissario ungherese ha espresso un’opinione personale affermando di condividere le preoccupazioni di quanti giudicano negativamente queste decisioni poiché hanno un impatto negativo a livello morale sul sistema tributario.