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L’austerità non risolverà da sola la crisi della Zona Euro
mercoledì 28 settembre 2011

Dopo il voto odierno del Parlamento europeo sulla riforma della zona euro - il cosiddetto six-pack – il vice-presidente del Gruppo S&D, Stephen Hughes, ed il portavoce per gli affari economici e monetari, Udo Bullmann, ha detto in una dichiarazione congiunta:

Il Parlamento europeo ha approvato oggi una riforma della zona euro che avrà conseguenze drammatiche per l’Europa e i suoi cittadini. Il nostro gruppo ha respinto la maggior parte delle proposte negoziate dai conservatori e liberali che hanno la maggioranza sia al Consiglio che al Parlamento europeo.

Abbiamo respinto l’accordo, perché crediamo che ci sia un modo migliore per uscire dalla crisi. La riforma è in realtà un pacchetto di austerità basata su tagli e sanzioni che non lasciano spazio di manovra ad una spesa intelligente e ad investimenti mirati.

Questo renderà le cose peggiori tanto all’economia europea quanto ai suoi cittadini. L’austerità da sola non risolverà la crisi dell’euro. I recenti dati da parte di organizzazioni internazionali – come la Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale c- onfermano che l’Europa è sull’orlo di una recessione profonda e le misure di austerità già attuate in molti paesi dell’UE hanno solo un impatto negativo sulle prospettive di crescita e occupazione.

Senza una forte crescita, gli Stati membri non saranno in grado di rispettare il pacchetto di sei impegni per ridurre debito e deficit pubblici. Proponiamo quindi una strategia alternativa che combina la solidità delle finanze pubbliche con l’equità sociale e le politiche per gli investimenti con l’occupazione. La nostra strategia si basa sul consolidamento – da realizzare anche attraverso un patto di crescita e nuovi posti di lavoro – più forte e più democratico nelle modalità del processo decisionale, con un forte sistema di Eurobond, una tassa sulle transazioni finanziarie e un reale bilancio europeo finanziato attraverso risorse proprie “.


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