Per Piombino si può pensare a un futuro

tirrenoMi sento particolarmente legato, anche sul piano personale, a Piombino e alla Val di Cornia e quello che sta accadendo alle acciaierie mi colpisce profondamente. In questi anni, insieme ad altri colleghi, abbiamo posto a più riprese il problema del futuro della siderurgia in sede di Parlamento europeo, ma ora siamo entrati in una fase nuova, molto più difficile e complessa. Bisogna governare un’emergenza e, al tempo stesso, indicare una prospettiva. L’accordo di programma siglato da Governo nazionale, Regione Toscana e comune di Piombino, è un primo passo nella direzione giusta, ma la strada da percorrere è ancora lunga e ogni ostacolo dovrà essere affrontato con la necessaria attenzione collettiva.

Piombino può diventare un esempio di riconversione economica e industriale. L’obiettivo finale, così come proposto dal sindaco e dal presidente della Regione, è giungere a realizzare una nuova siderurgia più ecologica e competitiva, gestendo una fase transitoria in cui ai lavoratori sia offerta non semplicemente assistenza, ma la possibilità concreta di lavorare alla riqualificazione delle aree dismesse. Un progetto che va oltre il livello locale e nazionale.

Nonostante che questa Europa non funzioni tanto bene, i nostri problemi non possono oggi essere risolti al di fuori della dimensione europea e questo vale anche per la siderurgia. Il piano per la “siderurgia sostenibile” deve cessare di essere una dichiarazione di principio e diventare qualcosa di concreto, nel quadro di una più generale scelta a favore di una politica di reindustrializzazione dell’economia dell’Unione. Investire nel campo dell’innovazione tecnologica, dell’istruzione e della formazione permanente così come nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni e dei trasporti, deve diventare una priorità dei programmi europei di sviluppo. Alle imprese (nazionali e globali) bisogna chiedere che facciano il loro mestiere, assumendosi responsabilità chiare e impegni precisi, mentre il sistema finanziario va ricondotto alla sua funzione fondamentale di sostenere l’economia reale, anziché dedicarsi soprattutto ad attività speculative. La presenza oggi in Val di Cornia di Martin Schulz, candidato alla presidenza della Commissione europea, significa ribadire che Piombino sta, a pieno titolo, in questo contesto e che l’obiettivo è che qui si continui a fare acciaio. In modo nuovo, certo, ma senza scelte riduttive. E significa soprattutto dire che Piombino non può e non deve essere lasciata sola.

Leonardo Domenici [apparso in prima pagina su “il Tirreno – ed. Piombino/Elba”]