Oggi la Commissione economico-finanziaria del Parlamento europeo ha approvato con 33 voti a favore, 2 contrari e 4 astensioni la candidatura di Mario Draghi alla presidenza della BCE.

La raccomandazione della Econ è diretta alla seduta plenaria del Parlamento che dovrà esprimere il proprio giudizio definitivo giovedì 23 giugno quando si sancirà la definitiva nomina dell’attuale governatore della Banca d’Italia. In questo contesto ieri ho posto a Mario Draghi, presente in Commissione a Bruxelles, una riflessione sul suo impegno riguardo al tema della crescita e dello sviluppo.
Un piccolo passo indietro: la conferenza stampa della scorsa settimana dell’attuale presidente Trichet con la sola possibilità ventilata – o almeno così interpretata dai mercati – di un aumento dei tassi in luglio ha creato una reazione a catena. Ora il problema è capire se la situazione che stiamo vivendo, e le risposte che si stanno elaborando, sono determinate dal rischio di un aumento di inflazione nei paesi del Nord ma se questo può avere un effetto forte e condizionante sui paesi del “Sud Europa”.
E’ evidente che non bisogna operare sui tassi di cambio nei termini in cui Draghi ha già illustrato, ma io ritengo che la riduzione del debito non sia sufficiente per rilanciare crescita e competitività. Quindi se è necessaria la responsabilità nazionale c’è quindi bisogno del rilancio di un governo europeo con politiche fiscali comuni, condivisione del rischio e riduzione dell’extradebito ed unione politica più forte.
La mia domanda a Draghi è stata quindi questa: “In questo momento in cui c’è bisogno anche di fare cose straordinarie, oltre che rispettare i limiti delle proprie funzioni istituzionali, ci sarà l’impegno del futuro presidente della BCE per rilanciare questi obiettivi di governo europeo per la crescita e dello sviluppo, anche oltre quelli che sono i limiti istituzionali della sua funzione?“.
La risposta di Mario Draghi nel video raccolto ieri.


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Buongiorno
ho trovato molto acuta la sua domanda e sopratutto ha spinto il governatore ad una risposta di merito. Se mi posso permettere di suggerire una letture utile, secondo me, alla situazione attuale dell’Europa, vorrei consiglierei il manifesto sulla disoccupazione in Europa 1997, redatto tra gli altri anche da Franco Modigliani. Emblamatico il punto centrale dell’articolo: il problema dell’Europa è il suo tasso disoccupazione: intorno ad esso ruotano i debiti pubblici, la politica della BCE, le politiche interne degli stati nazionali, etc. Nel manifesto vi sono anche alcuni suggerimenti di riforma a proposito delle norme di bilancio dei paesi dell’unione e del regolamento europeo sulla materia. Ad oggi non sono a conoscenza se in qualche modo sono variate e se i suggerimenti siano stati accolti in qualche modo. Firmato: un semplice cittadino
http://goo.gl/HSDQ5