L’intervista di oggi pubblicata sul “Corriere Fiorentino” a firma di David Allegranti.
Dice Leonardo Domenici che al Quirinale c’è un giovanotto di 85 anni che è “molto più lucido e innovatore di tanta altra gente che ne ha meno”. Insomma non è (solo) come dice Matteo Renzi una questione di rottamazione della classe dirigente, ma di “spezzare la cerchia della politica nazionale romana”, che sa soltanto essere autoreferenziale. Prima però bisogna prendere atto che il Pd “come lo avevamo immaginato non c’è, e per questo che viene riproposto l’Ulivo”. Due le priorità: “Come uscire da questa gravissima crisi economica, finanziaria e sociale che attanaglia i nostri paesi. Il tema, per la sinistra democratica progressista europea, è il lavoro: come cioè si può stabilire un patto e un rapporto con le forze imprenditoriali economico finanziarie più avanzate, per guardare in prospettiva a una crescita sostenibile, che nel medio lungo periodo ci possa ridare uno sviluppo ragionevole, equilibrato e possa soprattutto affrontare il problema del lavoro, che poi significa il problema dei disoccupati e dei giovani. La seconda priorità, che è tutta italiana, è come si può uscire dalla crisi della politica berlusconiana. Il punto è che siamo ancora nella fase in cui molti propongono se stessi come soluzione ma pochi propongono qualcosa”.
Prima martedì a Siena e poi nella serata di ieri a Firenze, Leonardo Domenici ha partecipato a due delle tante iniziative svolte dal PD nel nostro territorio.
Occasioni per incontrare i cittadini rese ancora più importanti dalla grande partecipazione avuta in tutti i dibattiti (una particolare menzione alla Festa dei GD a Torre del Lago e alla Festa Regionale di Legri) con un pubblico attento e partecipe che ha reso possibile anche nei mesi di luglio ed agosto, tradizionalmente dedicati alle vacanze, lo sviluppo ed il confronto su discussioni inerenti l’attuale situazione economica e la posizione del Partito Democratico nel vasto ambito europeo.
“La crisi - ha detto Domenici alla Fortezza Medicea dove il PD provinciale senese svolge la propria festa – ci ha posto davanti alcune domande a cui occorre dare risposte per superare questa fase storica: attuare una vera riforma democratica del sistema europeo, renderlo più trasparente, tornare a finanziare l’economia reale. Prosegui la lettura…
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