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Il Pd nel PSE: una prospettiva nuova da costruire insieme

30 aprile 2010 Leonardo Domenici

Le questioni ancora aperte sono molte, ma ce n’è una che il Partito Democratico oggi potrebbe affrontare e risolvere in modo rapido e lineare: l’adesione a pieno titolo al Partito del Socialismo Europeo.
Un passo avanti importante è stato compiuto lo scorso anno, con l’ingresso della delegazione del Pd al Parlamento Europeo nel gruppo dei Socialisti e Democratici, che nell’occasione ha cambiato parzialmente la sua denominazione. Ma, se questa soluzione ha risolto il problema della collocazione parlamentare, rimane aperta la questione più importante: quella della collocazione politica. Affrontarla è urgente. Rinviare una decisione chiara non serve. Un grande partito ha bisogno rispondere a un quesito molto semplice: qual e’ il contesto, la rete di relazioni, l’organizzazione nella quale si riconosce, opera e agisce a livello europeo?

E’ difficile pensare che possa esserci una alternativa al Pse, che rappresenta peraltro una realtà politica molto aperta e libera, flessibile e multiforme, tale da poter accogliere anche esperienze che provengono da percorsi e tradizioni politico-culturali eterogenei rispetto al socialismo europeo tradizionale.

Coltivare ancora una particolarità politica italiana, che pone il Pd in una posizione indefinita e irrisolta, non è utile né ragionevole. Ma, soprattutto, non consente al Pd di partecipare in modo pieno alla discussione, drammaticamente attuale, sulle idee e i progetti che deve darsi la sinistra democratica e riformista per uscire dalla crisi propria e da quella, economica e politica, che attraversa l’Europa. Lo spazio di questa ricerca è il Pse; il Pd potrebbe portarvi un contributo originale, ampliandone l’orizzonte politico e culturale. Ma solo stando dentro, non fuori né a mezza strada.

Discutiamone, dunque. Ma non per fare l’ennesimo dibattito fine a sé stesso: raccogliamo idee nuove, adesioni e proposte costruttive, con l’obiettivo di portare presto il Partito Democratico a fare parte pienamente del Partito del Socialismo Europeo.

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Fermare i paradisi fiscali con la «buona governance»

5 marzo 2010 Leonardo Domenici

Nuovo impulso alla lotta contro i «paradisi fiscali», contrasto all’evasione ed elusione, accordi che vadano in questa direzione con paesi che non fanno parte dell’Unione europea (i cosiddetti paesi terzi), maggiore collaborazione e coordinamento delle politiche fiscali fra i paesi dell’Unione, definitivo superamento del «segreto bancario». Sono questi i principali obiettivi del rapporto di iniziativa parlamentare sulla «buona governance fiscale», di cui sono stato responsabile come relatore (il lavoro è durato all’incirca quattro mesi) e che è stato approvato dal Parlamento europeo in seduta plenaria a Strasburgo con una maggioranza molto ampia.

Il principio della «buona governance fiscale» è tornato di particolare attualità dopo la grave crisi economico-finanziaria del 2008 ed è stato messo ripetutamente all’ordine del giorno dei vertici internazionali (per esempio, nelle riunioni del G-20 e dei ministri finanziari europei). La Commissione europea dedicò alla questione una comunicazione nell’aprile dello scorso anno, stabilendo che il metodo da perseguire, anzitutto nelle relazioni fra gli stati membri dell’Unione, riguarda la trasparenza, lo scambio di informazioni, la cooperazione transfrontaliera e la leale e non dannosa concorrenza in campo fiscale. È evidente che l’aggravarsi del deficit e del debito pubblico, ha spinto gli stati a fare dei passi avanti nella lotta all’evasione e alla fuga illecita di capitali (su una strada certamente migliore di quella tracciata dallo «scudo fiscale» nostrano). Ma le dichiarazioni di principio e le buone intenzioni, per quanto importanti, da sole non bastano. Bisogna dare concretezza e continuità a questo impegno e il rapporto del Parlamento europeo vuole dare un contributo importante proprio in questo senso. …continua sull’Unità…

| Versione in PDF [pubblicato ieri nell'edizione Nazionale (pagina 18)]

File allegati:

Presentazione della relazione sulla good governance fiscale

9 febbraio 2010 Leonardo Domenici

Condivido con voi il video e il testo del mio intervento, da relatore, sul rapporto riguardante la good governance fiscale presentato a Strasburgo che domani andrà in votazione.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema della good governance fiscale, pur essendo sempre stato di grande importanza, ha assunto attualità e rilievo ancora maggiori dopo la grande crisi economico-finanziaria di due anni fa. Ne hanno discusso e continuano a discuterne i vertici internazionali – il G20 – ed europei, in particolare quando si sono occupati di lotta all’evasione e ai paradisi fiscali.

Tutto questo è importante, è segno di impegno e di volontà, ma non bisogna farsi illusioni che basti un annuncio. Prosegui la lettura…