Cosa ho fatto da europarlamentare

Nel 2009 sono stato eletto al Parlamento europeo nel Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici e sono membro della Commissione Affari economici e monetari (ECON). La mia attività in Europa si è orientata, in particolare, sui temi della regolamentazione finanziaria, al fine di impedire il ripetersi di fenomeni come la crisi del 2008, che ha avuto ed ha tuttora, effetti devastanti su paesi e cittadini di tutto il mondo. Ritengo che il settore finanziario debba tornare a svolgere quel ruolo di supporto all’economia reale che da tempo non ricopre più. Per raggiungere questo obiettivo mi sono impegnato su più fronti: sono stato relatore sulla buona governance in materia fiscale e sulla regolamentazione delle agenzie di rating, mi sono impegnato in prima persona per la creazione e l’implementazione di una Tassa sulle transazioni finanziarie, ho lavorato per rendere più trasparenti la finanza e le banche, e mi sono battuto per porre fine alla Troika e alle politiche di austerità da essa imposte. Sono convinto che sia necessaria un’Europa diversa, alternativa a quella attuale: un’Europa solidale e vicina ai cittadini, non più un’Europa dell’austerità che alimenta l’ineguaglianza

Buona governance in materia fiscale Sono stato relatore per il Parlamento europeo sulla good governance fiscale, che avanza proposte concrete per la lotta ai paradisi fiscali, all’evasione fiscale e alla fuga dei capitali, e che richiede alla Commissione europea e al Consiglio un forte impegno per l’implementazione delle proposte stesse. Per arginare questi fenomeni, infatti, l’Unione europea deve potenziare lo scambio di informazioni, la cooperazione tra stati membri e assicurare una leale concorrenza fiscale. Proposte fondamentali sono: l’abolizione del segreto bancario nei paesi UE, un registro pubblico dell’Unione che includa le persone e le imprese che hanno creato società o aperto conti in paradisi fiscali, la fine del regime di deroga temporanea che autorizza l’applicazione di una ritenuta fiscale alla fonte, spesso evasa o sottostimata, in sostituzione dello scambio di informazioni.

Financial Transaction Tax, l'adesione di DomeniciRegolamento delle agenzie di rating – Sono stato stato relatore per il Parlamento europeo anche sul Regolamento delle agenzie di rating, con il quale si introducono misure fondamentali per arginarne lo strapotere. Tra le misure più importanti: l’introduzione della responsabilità civile e l’obbligo di rotazione, cioè di cambiare agenzia di rating da parte del cliente ogni tre anni. Centrale è anche la fissazione di un calendario per i rating sui debiti sovrani; il divieto di indicazioni volte a influenzare le politiche da attuare e perseguire da parte dei governi; una maggiore trasparenza e responsabilizzazione riguardo alle metodologie utilizzate per il rating e, soprattutto, l’avvio di un percorso per giungere a una valutazione interna da parte dell’Unione europea sull’affidabilità di credito degli Stati membri.

Tassa sulle transazioni finanziarie (FTT) Un impegno particolare l’ho dedicato alla Tassa sulle transazioni finanziarie, strumento essenziale per correggere le ingiustizie e gli squilibri fiscali. La logica dietro alla FTT è quella di far contribuire il settore finanziario al superamento della crisi, che esso stesso ha generato, tramite la tassazione della speculazione. L’imposta, infatti, è talmente ridotta che non va a scoraggiare la “normale” attività d’investimento, ma piuttosto colpisce chi compra e vende migliaia di volte al giorno, aumentando così l’instabilità e la volatilità dei mercati.

Regolamento sui derivati – I derivati sono uno strumento finanziario non regolato e non trasparente. L’obiettivo di questo regolamento del Parlamento europeo, di cui sono stato “relatore ombra”, è quello di fare dei derivati uno strumento più chiaro e trasparente, rendendo così anche più stabili i mercati finanziari stessi.

Nuovo regolamento per le banche Con questo regolamento, sul quale ho lavorato in seno alla Commissione Affari economici e monetari, le banche devono possedere requisiti più stringenti al fine di renderle maggiormente solide e resistenti in caso di crisi. Le banche dovranno anche essere più trasparenti circa il numero dei loro addetti, il capitale netto, le sovvenzioni ricevute, i benefici realizzati e le imposte pagate. Sono previste anche misure come il tetto dei bonus dei banchieri, che non potranno in alcun caso superare il doppio della loro remunerazione fissa.

Risanamento e risoluzione degli istituti non bancari – Nel mercato ci sono alcune infrastrutture che, pur non essendo banche, sono d’importanza fondamentale per il buon funzionamento del mercato. Le Camere di compensazione e di garanzia (CCPs) e i Depositari Centrali (CDSs) sono i due esempi più importanti. Sono stato stato relatore-ombra per il Parlamento europeo sul rapporto relativo al risanamento e alla risoluzione di questi enti non creditizi in caso di crisi irreversibile.

Attività e statistiche nella VIIa Legislatura.