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Presentazione della relazione sulla good governance fiscale

Condivido con voi il video e il testo del mio intervento, da relatore, sul rapporto riguardante la good governance fiscale presentato a Strasburgo che domani andrà in votazione.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema della good governance fiscale, pur essendo sempre stato di grande importanza, ha assunto attualità e rilievo ancora maggiori dopo la grande crisi economico-finanziaria di due anni fa. Ne hanno discusso e continuano a discuterne i vertici internazionali – il G20 – ed europei, in particolare quando si sono occupati di lotta all’evasione e ai paradisi fiscali.

Tutto questo è importante, è segno di impegno e di volontà, ma non bisogna farsi illusioni che basti un annuncio. Occorre una politica seria e continuativa. Rimangono ancora molti i problemi. È veramente ancora troppo facile comprare o aprire una società fantasma per evadere il fisco. Basta fare un giro su Internet: sono migliaia i siti che offrono società da acquistare anche in paesi dell’Unione europea. Spesso basta un’e-mail, con allegata la fotocopia del passaporto scannerizzato, per poter aprire una società. Bisogna porre fine alla pratica di creare persone giuridiche fittizie per eludere la tassazione.

La relazione che io presento si basa sulla comunicazione della Commissione europea sulla good governance fiscale del 28 aprile 2009. La relazione va nella direzione di avanzare proposte concrete e chiede un forte impegno alla Commissione europea e al Consiglio per implementare queste proposte. Bisogna considerare priorità dell’Unione europea la lotta ai paradisi fiscali, all’evasione fiscale e alla fuga illecita dei capitali.

Da qui il principio della good governance, che si fonda su trasparenza, scambio di informazioni, cooperazione transfrontaliera e leale concorrenza fiscale. Il punto è che occorre una sempre maggiore cooperazione e collaborazione fiscale nell’Unione europea.

L’obiettivo generale che noi dobbiamo porci è quello di arrivare a uno scambio automatico di informazioni su scala globale e multilaterale, partendo ovviamente dall’Unione europea. Come ha già detto la collega Alvarez, bisogna abolire del tutto il segreto bancario nei paesi dell’Unione europea, porre fine senza ulteriori indugi al regime di deroga temporanea che autorizza l’applicazione di una ritenuta fiscale alla fonte, spesso evasa o sottostimata, in luogo dello scambio di informazioni.

Non voglio dilungarmi sulle proposte concrete che sono contenute nella relazione. Sottolineo che noi abbiamo comunque bisogno in particolare di alcuni punti: ampliare il campo di applicazione della direttiva sul risparmio del 2003, lottare contro le frodi in materia di IVA, istituire un registro pubblico dell’Unione che includa le persone e le imprese che hanno creato società o aperto conti in paradisi fiscali, riconfermare e rilanciare progetti di armonizzazione fiscale, a cominciare dalla common consolidated corporated tax base.

Occorre inoltre che l’Unione europea parli con un linguaggio unico in sede internazionale e che si batta per il miglioramento delle normative dell’OCSE, per arrivare allo scambio automatico di informazioni in luogo dello scambio su richiesta.

Signor Commissario Kovács, sentite anche le altre relazioni, noi abbiamo bisogno di un impegno forte della Commissione e, in questo momento, abbiamo bisogno che alla nuova Commissione, al momento dello scambio di consegne, siano sottolineate queste priorità. Come Parlamento europeo, chiederemo conto del lavoro al Consiglio e alla Commissione.

Ringrazio i colleghi, e soprattutto i relatori ombra, per il contributo che hanno dato a questo lavoro che mi auguro possa essere approvato dal Parlamento.

Questa la seconda parte.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ringraziare per gli apprezzamenti che sono stati rivolti alle nostre relazioni, frutto di una collaborazione collettiva. Spero che questi apprezzamenti siano di buon auspicio per un voto positivo del Parlamento europeo.

Credo che le nostre relazioni vadano sostenute – lo hanno detto anche i colleghi Stolojan e Casa – anche a nome di tutti quei nostri concittadini, contribuenti onesti, che sono i primi a essere penalizzati dalle frodi e dall’evasione fiscale. L’obiettivo è pagare tutti per pagare meno.

Vorrei fare solamente due osservazioni. L’on. Lulling, all’inizio del dibattito, ha parlato di colonscopia fiscale. So per esperienza che la colonscopia non è un esame piacevole, anche se può essere molto utile alla salute umana. In campo fiscale c’è un modo molto semplice per evitarla: basta non occultare, non nascondere i propri redditi e non eludere gli obblighi di legge.

La seconda osservazione è che è giusto preoccuparsi sempre di come viene usato il denaro pubblico, ma è giusto farlo anche quando i governi sono costretti a usare quel denaro pubblico per salvare banche e istituti finanziari che hanno speculato.